domenica 6 novembre 2011

Chi sono?

Chi sono?
di Cristina Martire (1954-1995)



Mettendo pietra su pietra,
ho scorto le fondamenta del tempio.
Arrampicandomi ramo su ramo,
sono giunta alle radici dell’albero.
In questo luogo i fiori non profumano,
io stessa sono il fiore del nulla,
Oh, come vorrei aver dimenticato
tutto ciò che invece sono!


Restate del tutto immobili e soli

"Restate del tutto immobili e soli"
di Franz Kafka
 


Non c'è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi.



Anima della vita

'Anima della vita'
  di Georg Trakl



Sfacimento che molle il fogliame oscura,
dimora nel bosco il suo vasto silenzio.
Un borgo sembra quasi spettralmente chinarsi.
Della sorella la bocca sussurra in neri rami.

Il solitario presto scivolerà via,
forse un pastore per sentieri oscuri.
Una fiera esce lieve dalle arcate degli alberi,
mentre i cigli si amplia...


L'acqua del fiume

L'acqua del fiume
di Biagio Marin (1891 - 1985)


L'acqua del fiume
senpre la score
in dute l'ore
con un diverso lume.

Ninte xe fermo
né sosta e resta:
trascore lesta
l'ora del zorno infermo.

No' sta voltate indrio,
senpre camina;
fa senpre matina
dopo la note de Dio.

Godi nel pinsier
che duto e niente more,
che drento l'ore
ogni to passo xe lisier.


[Traduzione:]

L'acqua del fiume
sempre scorre
in tutte le ore
con diversa luce.

Niente è fermo
né sosta e resta;
trascorre lesta
l'ora del giorno infermo.

Non voltarti indietro,
cammina sempre;
fa sempre mattino
dopo la notte di Dio.

Godi nel pensiero
che tutto e niente muore,
che dentro le ore
ogni tuo passo è leggero.

Nel distacco v'è un profondo significato

Nel distacco v'è un profondo significato
di Fjodor I. Tjutcev


Nel distacco v'è un profondo significato:
Per quanto tu possa amare, un giorno, un secolo,
L'amore è un sogno, e il sogno un solo momento,
E giungerà prima o poi il risveglio!
Alla fine l'uomo dovrà sempre destarsi...

Prologo da "L’angusto sentiero del Nord", 1689 di Matsuo Basho

I giorni e le notti si alternano fugaci, come perle sfilate da un rosario. Ugualmente gli anni sorgono e tramontano. La nostra vita è un viaggio, che alcuni trascorrono in barca; altri per strada, finché non invecchiano i cavalli del loro carro. Non è la strada la nostra vera dimora? Lo mostrano i poeti d’un tempo che hanno incontrato la morte camminando. Anche per me giunse il giorno in cui l’infinita libertà delle nuvole mosse dal vento chiamava a vagabondare lungo le coste selvagge di Ki. Quando ritrovai la mia capanna in riva al fiume, l’estate era finita; e nel tempo che impiegai a ripulire il legno vecchio dalle ragnatele, anche l’anno era finito. Con la primavera nebbiosa tornò il prurito di riprendere la strada verso la dogana di Shirakawa; gli dei del viaggio chiamavano, e io non potevo ignorarli. Rammendai quindi le braghe, infilai un cordone nuovo nei passanti del cappello e, bruciando moxa su san-ri (bruciature terapeutiche d’artemisia sul punto “tre leghe”) per rinforzare le gambe, già vedevo sorgere la luna di Matsushima.

LINK AL TESTO COMPLETO


martedì 21 giugno 2011

La verità è sia relativa (ciò che sappiamo), sia assoluta (ciò che non sappiamo)

La verità è sia relativa (ciò che sappiamo),

sia assoluta (ciò che non sappiamo)

 

   "Ma se in Occidente possiamo fare a meno di maestri Zen, a maggior ragione potremmo fare a meno di preti. Il prete si pone tra l'uomo e Dio. Egli può essere un intermediario che trasmette la grazia, ma può anche essere un individuo ambizioso che per un fine qualunque si intromette e si frappone tra l'uomo e l'Illuminazione, ostacolando il cammino. Il prete dello Zen sta in noi; non ha un Dio cui pregare o eseguire riti, non un Dio cui chiedere grazia per i suoi simili (i quali forse son già di per sé illuminati anche più d'un prete). Nel traversare l'ultimo valico, occorre disfarsi anche del Buddha - cioé, del Buddha come concetto nella nostra mente.
    Il Buddismo non ha un Papa, non ha una capitale, non ha una Bibbia inalterabile cui chinarsi; ed è certo dovuto, in parte, a questo fatto che il Buddismo è la religione più tollerante che sia mai esistita. Nessun Buddista ha mai bruciato il corpo del suo vicino per il bene della sua anima (che del resto non esiste), né v'è mai stata una guerra, tanto meno una guerra 'sacra' (espressione che è una bestemmia) combattuta in nome del Buddismo. Esso ha sempre insegnato che la verità è sia relativa (ciò che sappiamo), sia assoluta (ciò che non sappiamo). E quindi non si atteggiò mai ad unico detentore del vero e mai attaccò altri credenti di opinione diversa."

Christmas Humphreys (1901-1983)