venerdì 28 settembre 2012

Buona giornata anche a te!



"Ciò che minaccia la nostra serenità sono i nostri demoni, i nostri fantasmi e le suggestioni che ci catturano. Che tu possa domarli tutti ed emanciparti fino ad essere illuminata da ogni cosa."

domenica 12 agosto 2012


"Lasciai che le mie orecchie sentissero tutto ciò che volevano sentire, lasciai che i miei occhi guardassero tutto ciò che volevano guardare, lasciai che i miei piedi andassero ovunque volessero andare, lasciai che la mia mente pensasse a qualsiasi cosa volesse pensare, e fu una sensazione molto particolare perchè tutte le mie esperienze corporee sembrarono mescolarsi, diventare trasparenti e non avere peso. Non sapevo più se ero io che camminavo sul vento o se era il vento che camminava su di me." Lieh-Tzu - Trattato del Vuoto Perfetto

sabato 21 luglio 2012

L'essenza e l'immagine

... Nella maggior parte dei casi, l'immagine che ognuno ha di sé non è altro che una somma dei ruoli rivestiti e l'Io viene descritto in termini fattuali più che essenziali. Pensiamo alle prime parole scambiate con una persona appena conosciuta. Prescindendo dal motivo che ci spinge a parlarle, la conversazione inizierà quasi inevitabilmente con la domanda: “Che cosa fai nella vita?'; per poi proseguire con un elenco delle cose fatte e dei progetti per l'avvenire: ciò che facciamo e la nostra storia ci descrivono molto meglio di ciò che siamo. Fin da piccoli ci insegnano a identificarci con questo Io convenzionale (il quale viene descritto innanzi tutto dai parenti prossimi, che ci influenzano in maniera spesso indelebile con le loro proiezioni) sezionando durante tutto il corso della nostra vita alcuni eventi come significativi. Saranno proprio tali eventi a costituire la nostra storia, storia sulla quale poggiano le fondamenta di questo illusorio rifugio chiamato 'ego'. ... -  Amanda Morelli



Illuminazione silenziosa


Mo chao ming - del maestro Hung Chih Cheng Chueh (1091-1157)

In silenzio e serenamente, tutte le parole sono dimenticate;
Chiara e vivida, ti compare dinnanzi.
Quando la realizzi, il tempo non ha limiti.
Quando la sperimenti, ciò che ti circonda prende vita.
Particolarmente illuminante è questa vivida consapevolezza,
Piena di meraviglia è la pura illuminazione.
Il sorgere della luna, un fiume di stelle,
Pini ammantati di neve, nubi sospese sui picchi montani.
Nell'oscurità, rilucono di splendore.
Nell'ombra, brillano di una luce meravigliosa.
Come il sogno di una gru che vola nello spazio vuoto,
Come l'acqua limpida e tranquilla di un laghetto autunnale,
Eoni senza fine si dissolvono nel nulla,
Ognuno non distinto dall'altro.
In questa illuminazione ogni sforzo è dimenticato.
Dov'è questa meraviglia?
Luminosità e chiarezza disperdono la confusione
Sul sentiero dell'illuminazion silenziosa,
L'origine dell'infinitesimale.
Per penetrare l'estremamente piccolo,
C'è la spoletta dorata su un telaio di giada.
Soggetto e oggetto si influenzano l'un l'altro.
Luce e buio sono interdipendenti.
Non vi sono né mente né mondo su cui confidare,
Tuttavia i due interagiscono.
Bevi il farmaco della visione corretta,
Batti il tamburo cosparso di veleno.
Quando silenzio e illuminazione sono completi
Uccidere e dare la vita sono mie scelte.
Alla fine si emerge dalla porta.
Il frutto è maturato sul ramo.
Solamente questo Silenzio è l'insegnamento fondamentale.
Solamente questa Illuminazione è la risposta universale.
La risposta è priva di sforzo.
L'insegnamento non lo si ode con le orecchie.
Da un capo all'altro dell'universo, tutte le cose
Sono luminose ed espongono il Dharma.
Si rendono testimonianza l'un l'altra,
Rispondendo alle reciproche domande:
Mutualmente rispondendosi e testimoniando,
Comunicando in perfetta armonia.
Quando l'illuminazione è priva di serenità
Allora sorgono distinzioni:
Mutualmente testimoniando e rispondendosi,
Danno luogo a disarmonia.
Se nella serenità l'illuminazione è perduta,
Ogni cosa sarà vana e secondaria.
Quando l'illuminazione silenziosa è completa,
Fiorirà il loto, il sognatore si desterà.
I cento fiumi scorrono verso l'oceano,
I mille monti fronteggiano il picco più elevato.
Come l'oca che preferisce il latte all'acqua,
Come l'ape operosa che raccoglie il polline,
Quando l'illuminazione silenziosa realizza il principio,
Io tramando la tradizione originale della mia scuola.
Questa pratica è chiamata illuminazione silenziosa.
Penetra ogni cosa, dalla più profonda alla più elevata.

venerdì 24 febbraio 2012

Vedere un mondo in un granello di sabbia,
E un paradiso in un fiore selvatico
Tenere l’infinito nel cavo della mano
E l'eternità in un'ora.


"Gli auguri dell’innocenza" di William Blake


sabato 7 gennaio 2012

Alla pioggia non si arrende 

di Miyazawa Kenji (1896 - 1933)

Alla pioggia non si arrende,
al vento non si arrende,
alla neve e al caldo estivo non si arrende,
ha un fisico robusto.
Mai adirato,
non ha smanie,
sempre sereno e sorridente.
Ogni giorno mangia settanta grammi di riso integrale,
il miso e un po' di verdura.
In tutti i casi
non bada a se stesso,
osservando, ascoltando, capendo
e non dimenticando.
Vive in una piccola capanna di paglia
all'ombra di un bosco di pini.
Se ad est c'è un bambino ammalato
va ad assisterlo,
se ad ovest c'è una madre stanca
va per portarle le fascine di riso,
se a sud c'è un moribondo
va per dirgli  "non avere paura",
se a nord c'è un litigio
va a dire "non siate meschini".
Quando è periodo di siccità, piange,
quando viene un'estate fredda, cammina preoccupato.
Da tutti viene detto un sempliciotto,
non è mai lodato,
però non è nemmeno causa di sofferenza.
Io voglio diventare
una persona così.
 
 

giovedì 29 dicembre 2011

KOAN - Il samurai, il maestro, l'inferno e il paradiso

Un giorno un samurai andò dal maestro spirituale Hakuin e chiese: "Esiste un inferno? Esiste un paradiso? Se esistono da dove si entra?". 
Era un semplice guerriero. I guerrieri sono privi di astuzia nelle mente. I guerrieri conoscono solo due cose: la vita e la morte. Il samurai non era venuto per imparare una dottrina, voleva sapere dov'erano le porte, per evitare l'inferno ed entrare in paradiso.
Hakuin chiese: "Chi sei tu?". Il guerriero rispose: "Sono un samurai". 
In Giappone essere un samurai è motivo di grande orgoglio. Significa essere un guerriero perfetto. Uno che non esiterebbe un attimo a dare la vita."Sono un grande guerriero, anche l'imperatore mi rispetta". 
Hakuin rise e disse:"Tu, un samurai? Sembri un mendicante!"
L'uomo si sentì ferito nell'orgoglio. Sfoderò la spada, con l'intenzione di uccidere Hakuin.
Il maestro rise: "Questa è la porta dell'inferno - disse - con questa spada, con questa collera, con questo ego, si apre quella porta". 
Questo un guerriero lo può comprendere, così il samurai rinfoderò la spada... e Hakuin disse: "Qui si apre la porta del paradiso".
L'inferno e il paradiso sono dentro di te. Entrambe le porte sono in te. Quando ti comporti in modo inconsapevole, si apre la porta dell'inferno; quando sei attento e consapevole, si apre la porta del paradiso. La mente è sia paradiso che l'inferno, perchè la mente ha la capacità di diventare sia l'uno che l'altro. Ma la gente continua a pensare che tutto esista in un luogo imprecisato all'esterno.